INTRODUZIONE

Barrafranca è una cittadina in provincia di Enna, posta su una piccola altura non superiore ai 450 metri sul livello del mare e con una popolazione di circa 11.500 abitanti.
Mi è sembrato opportuno inserire la Settimana Santa di questa città perché vi ho riscontrato, da una parte una componente talmente folcloristica e festaiola da non far quasi pensare ad un periodo che altrove viene celebrato come un momento di lutto e di austerità; dall'altra invece, a fare da contraltare all'aspetto "festaiolo", vi è una radicata ed autentica fede popolare verso la Madonna e soprattutto Gesù Cristo, qui veneratissimo attraverso una piccola immagine del Crocifisso che viene portata in processione il Venerdì Santo, nella maniera testé accennata.
Particolare è quindi la Settimana Santa di Barrafranca, che presenta un ricco programma di manifestazioni religiose esterne di carattere molto suggestivo ed antico.
La prima di queste si svolge la sera del Mercoledì Santo con la rappresentazione vivente del processo a Gesù, la condanna a morte e la crocifissione, chiamata "A Vasacra".
La sera del Giovedì Santo i fedeli si recano in visita alle chiese per l'adorazione del SS. Sacramento collocato nei tradizionali Repositori, detti i "Sabburca".
Il giorno della Settimana Santa più ricco di eventi è comunque il Venerdì Santo, allorquando la mattina esce la processione della Addolorata e la sera, al termine della celebrazione liturgica della "Adorazione della Croce", si svolge la processione del SS. Crocifisso, chiamato dalla gente del luogo "U Trunu".
"U Trunu" (Il Trionfo) è una processione molto sentita dai barresi che ogni anno, nel giorno del Venerdì Santo, viene portato a spalla dai fedeli attraverso le strade del centro storico. "U Trunu" è ricoperto da bianchi veli e da coloratissimi fiocchi. Nel corso della processione innumerevoli persone si accalcano per essere portatore de "U Trunu". 
Singolare caratteristica rispetto alle altre manifestazioni presenti nell'Isola è che a tale manifestazione tutti possono partecipare liberamente, contribuendo a rendere la processione aggregante e coinvolgente per l'intera cittadinanza. Senza regole la folla dei fedeli si amalgama per il viaggio insieme a quella dei portatori sino a diventare un tutt'uno con essa.
"U Trunu" viene preceduto dall'urna del Cristo Deposto, dall'Addolorata e da San Giovanni.
La Settimana Santa Barrese si conclude la Domenica di Pasqua con l'incontro della Madonna con il Cristo Risorto, chiamato "La Giunta".

IL REI (Registro Eredità Immateriali) nell'ambito del programma "Identità e Futuro" ha inserito nel "Libro delle celebrazioni" della Regione Siciliana, l'antica manifestazione Folkloristico - Religiosa "Giunta Pasquale" e "U Trunu del Venerdì Santo di Barrafranca".

*** Nota - Il Venerdì dopo Pasqua si svolge, fuori dal contesto della Settimana Santa, la processione de "U Trunu di carusi" che, totalmente partecipato da ragazzi, riproduce la processione del Venerdì Santo di otto giorni prima.

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
- Foto del manifesto della Settimana Santa 2008 a Barrafranca.



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MERCOLEDI' SANTO - Via Crucis ("A Vasacra")

Il Mercoledì Santo inizia con la "Via Crucis" detta "A Vasacra", una rappresentazione itinerante per le strade e le piazze del paese.
Questa rappresenta una tradizione di recente istituzione e si svolge in quattro diversi punti del centro abitato in cui vengono inscenati l'orto del Getsemani, il Sinedrio di Caifa, il palazzo di Pilato ed il Golgota.
Ogni stazione è particolarmente curata nella scenografia e nelle musiche; la più coinvolgente, quella della crocifissione, si svolge nella circonvallazione illuminata da fiaccole e fari, un momento di profonda intensità emotiva che lascia un’impronta indelebile nei cuori di coloro che vi partecipano: un momento di riflessione e di comunione, che unisce la comunità nella venerazione e nella contemplazione dei misteri pasquali.
"A Vasacra" è preceduta da una parata militare delle legioni e delle milizie romane, con la presenza dei tribuni e dei funzionari romani.
Vi prendono parte circa duecento comparse in costume d'epoca e tutti i testi sono recitati nel dialetto di Barrafranca.

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
- Foto a cura di Calogero La Mattina.

GIOVEDI' SANTO - I "Sabburca"

Un giorno particolarmente importante di tutta la Settimana Santa è certamente il Giovedì Santo.
Durante questa giornata, in un clima di attesa e di trepidazione, si rinnova l'ultima Pasqua che Gesù Cristo celebrò insieme agli Apostoli.
Subito dopo la S. Messa detta "in Coena Domini", l'Eucarestia viene riposta nei tabernacoli o nelle urne dorate, per essere esposta alla adorazione dei fedeli, in quelli che vengono comunemente chiamati Sepolcri.
Il Sepolcro viene allestito con particolare cura, utilizzando estro e fantasia per renderlo quanto più sontuoso possibile.
I Sepolcri (in barrese "Sabburca") sono addobbati con fiori e piante di varie specie che contribuiscono ad abbellirli.

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
- Foto tratta dal web.

VENERDI' SANTO (dopo mezzanotte) - Processione della Croce

Il Giovedì Santo, dopo la visita ai "sabburca" (altari abbelliti con stoffe, piante, grano germogliato e fiori disposti per l'adorazione del SS.Sacramento) a mezzanotte inizia la processione notturna della Croce.
I confrati partono dalla chiesa del Convento e percorrono la via dei Santi, accompagnati dai lamentatori (gruppi di anziani che intonano le "lamentanze" al suono delle "scattiole" di legno).

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.


Le "lamentanze"


VENERDI' SANTO (mattina) - Processione della Addolorata

Il Venerdì Santo è il giorno in cui si commemora la morte di Gesù sulla Croce.
Per i Barresi è la festa che "non si tocca", la quale, anche se con lievi cambiamenti dovuti all'evoluzione dei tempi, è rimasta integra nel suo significato dove fede e folklore riescono a fondersi in una simbiosi inimitabile, che non consente il prevalere di un aspetto sull'altro.
Nella prima mattina del Venerdì Santo, dalla chiesa della Madonna delle Grazie esce la processione dell'Addolorata, tutta vestita di nero in segno di lutto, che percorre le principali vie cittadine in cerca del Figlio, accompagnata per tutto l'itinerario dall'apostolo S. Giovanni.
Il simulacro della Addolorata è collocato su un fercolo portato a spalla da ragazze, mentre S. Giovanni è rappresentato da un gigantesco pupazzo in cartapesta, rivestito di raso celeste, all'interno del quale vi è una persona.
L'uomo che all’interno di questo "santone" regge tutta la sovrastruttura lignea, chiamata "siggitedda" (piccola sedia), che ben si adatta alle spalle dello stesso portatore, lo fa muovere ed andare incontro alla Madonna, disperata per il figlio condannato a morte, per confortarla.
Partecipano alla processione le "monachelle", bambine vestite con abito di raso nero e mantello trapuntato di stelle argentate che rappresentano l' Addolorata.
La processione è seguita dalla banda musicale di Barrafranca che suona marce funebri alle quali si alterna un gruppo di cantori locali che intonano le caratteristiche e lugubri "lamentanze".

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
- Foto a cura di Calogero La Mattina.

VENERDI' SANTO (sera) - Processione del SS. Crocifisso ("U Trunu")

Il momento più atteso del Venerdì Santo a Barrafranca è quando viene portato in processione una piccola statua del Crocifisso.
Si tramanda che il Crocifisso sia stato rinvenuto in contrada Rastrello, in circostanze ritenute miracolose, da un contadino mentre arava il podere; questi si accorse che il vomero dell'aratro non riusciva ad andare avanti, poiché aveva incontrato un ostacolo.
Volendo liberarlo, scoprì che si trattava di una lastra di pietra con un grosso anello di ferro al centro.
Con stupore, dopo averla rimossa, si trovò davanti un Crocifisso al centro di una raggiera con lucerne incredibilmente accese.
In quale data collocare tale ritrovamento è difficile stabilire. La notizia più antica del ritrovamento sarebbe un atto del 1662 e quindi si arguisce che il suo ritrovamento sia avvenuto in data ovviamente antecedente.
Offrire oggetti d'oro in ringraziamento di una grazia ricevuta è una caratteristica diffusa nel Meridione e in particolar modo in Sicilia. Tra gli ex-voto, particolare attenzione merita una pallottola; si narra infatti, che durante una delle processioni, sia avvenuta una sparatoria ma che miracolosamente nessuno sia rimasto ferito e che una pallottola sia stata ritrovata nella tasca del "giubbino" di uno dei portatori.
Gli ex-voto tipici di questa festa sono le cosiddette "scocche". Esse rappresentano grandi fiori e sono usate allo scopo di attaccarvi le banconote offerte dai fedeli.
La sera, al termine di tutte le celebrazioni liturgiche nelle chiese della città, inizia la processione del SS. Crocifisso, chiamato dalla gente del luogo "U Trunu", in virtù di una macchina detta appunto "U Trunu" (il trono) che incorpora i meccanismi che consentono il sollevamento dell'asta centrale subito dopo l' uscita dalla chiesa. Il fercolo è sorretto da due "bajarde" da cento portatori.
Il SS. Crocifisso è un piccolo simulacro del Cristo, che viene ricoperto interamente di ori ex-voto donati dai fedeli nel corso degli anni, e viene sistemato su di un fercolo a spalla, con un tronco alto parecchi metri, ricoperto interamente di variopinte coccarde di stoffa e fiori.
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Ogni coccarda viene donata da un fedele come forma di ex voto o di devozione al SS. Crocifisso.
Ogni anno le coccarde cambiano per dare la possibilità a tutti di esporre la propria coccarda ed esprimere la propria devozione a Cristo Crocifisso.
La figura del Cristo è situata in una sfera, collocata su un globo che simboleggia il mondo.
La devozione al SS. Crocifisso di Barrafranca è indescrivibile; tutta la gente nasce e cresce con questa devozione.
È una devozione accanita, sopratutto da parte dei giovani, che si accalcano ogni anno, anche in maniera violenta, per portare a spalla il fercolo del SS. Crocifisso durante la processione per le vie del paese.
La Madonna Addolorata e l'Urna del Cristo Morto escono dalle loro chiese di appartenenza e si avviano verso la Chiesa Madre per unirsi alla processione del SS. Crocifisso.
Una volta raggiunto "U Trunu", questo viene preceduto dall'Urna contenente il Cristo Morto, dall'Addolorata e da S. Giovanni.
La processione del SS. Crocifisso, anziché assumere i caratteri di una processione funebre e silenziosa, come la giornata di grande lutto richiederebbe, è invece molto movimentata e chiassosa, perché la gente a volte litiga per portare a spalla il SS. Crocifisso e la processione avanza per le strette viuzze con spintoni e urlando.
La benedizione con il simulacro del SS. Crocifisso conclude la processione, poco prima del rientro in chiesa a notte inoltrata.


- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
- Foto tratte dalla pagina facebook "Gruppo Settimana Santa a Barrafranca".



GALLERIA FOTOGRAFICA

("U Trunu")

1930


1954


1967


1975


1976


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1979


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1981


1986


1991


1992


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1998


1999


2001


2003


2004


2006


2012


2013


2014

- Foto tratte dal web.

DOMENICA DI PASQUA - Incontro tra Maria e Gesù ("A Giunta")

La Domenica di Pasqua, intorno a mezzogiorno, avviene il tradizionale Incontro tra Maria e Gesù Risorto, popolarmente detto "A Giunta". La tradizione popolare vuole che la Madonna inviti gli apostoli alla ricerca del figlio; conseguentemente S. Pietro si muove correndo e S. Tommaso con passo strascicato, tutti gli altri portano la buona notizia a Maria che si spoglia del manto nero.
Gli Apostoli, detti "Santuna" , sono undici giganteschi pupazzi in cartapesta, rivestiti con abiti di stoffa, all'interno di ognuno dei quali vi è una persona, come nel caso del S. Giovanni che due giorni prima accompagnava l'Addolorata in processione
La loro identità di evince dal volto e da ciò che portano in mano; sono alti tre metri e vestiti a vesta con tuniche e ornati di fasce, "scocche" con ornamenti luccicanti e fiori, soprattutto violacciocche ("balacu").
Una anomalia rispetto ai testi evangelici è la presenza di S. Paolo, mentre mancano S. Filippo e S. Giacomo.
Il Cristo Risorto, con alcuni apostoli, esce di mattina dalla Chiesa di S. Maria la Stella e gira per le vie della città.
Dopo la S. Messa di mezzogiorno, sempre dalla Chiesa di S. Maria la Stella, esce la Madre con i rimanenti apostoli.
I due gruppi di simulacri si ritrovano presso la piazza Fratelli Messina dove ha luogo la sacra rappresentazione del Sepolcro vuoto e dell'Incontro.
I simulacri si portano in due parti opposte della piazza: da un lato Cristo Risorto e dall'altro Maria e gli apostoli.
Al rullo dei tamburi Maria invia Pietro a cercare il Cristo, il quale correndo per tre volte tra la folla, lo cerca in direzioni diverse e non lo trova se non alla fine, quindi corre a dare l'annunzio a Maria che però lo rimanda altre due volte per accertarsi ulteriormente.
Lo stesso si ripete per S. Giovanni che corre con passo svelto, secondo i riferimenti evangelici; poi è la volta di S. Tommaso che, al contrario, è lentissimo per via della sua incredulità. Quindi seguono tutti gli altri apostoli che fanno i tre viaggi rituali.
Alla fine la Madre e il Figlio Risorto corrono l'una verso l'altro, per ben tre volte, fino ad incontrarsi; Maria a questo punto perde il manto nero in segno di gioia.
La sera poi, in un clima di festa gioiosa, si svolge la processione per le vie del centro abitato con tutti i simulacri.

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, tratto da "La Settimana Santa in Sicilia" di Angelo Plumari, Oasi Editrice - Città Aperta Edizioni, Troina (EN), marzo 2003.
- Foto a cura di Calogero La Mattina.


VENERDI' DOPO PASQUA - "U Trunu di carusi"

A Barrafranca la processione de "U Trunu di carusi" è una manifestazione religiosa che riporta in vita una antica tradizione che si svolge otto giorni dopo il Venerdì Santo, cioè il Venerdì dopo Pasqua.
Il protagonista di questo evento è un crocifisso in miniatura, perfetta riproduzione del crocifisso più grande portato in corteo a Barrafranca il giorno del Venerdì Santo. L'opera in miniatura è stata realizzata a mano in legno di cedro da Paolo Russo, presidente dell'Associazione Culturale "U Trunu di carusi".
Questa preziosa opera viene portata in processione su una macchina processionale, "U Trunu", costruita in legno di abete lamellare dal vicepresidente dell'associazione, Valerio Bonfirraro. Un elemento distintivo della celebrazione è il coinvolgimento attivo dei ragazzi: sono loro, cento giovani barresi selezionati per sorteggio, che si occupano fisicamente del trasporto della macchina processionale, dimostrando forza, fede e spirito di sacrificio.
Le baiarde, numerate da uno a cento, sono collegate alle fasce assegnate appunto su sorteggio ai portatori, testimoniando l'ordine e la dedizione con cui i ragazzi affrontano il compito.
La processione dell'ottava nasce proprio con l'obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla fede e alla tradizione religiosa, trasmettendo loro tutte le conoscenze e le procedure necessarie affinché il patrimonio spirituale e culturale non vada perduto.
L'intera comunità di Barrafranca partecipa con grande trasporto, affiancando i giovani in ogni momento. A guidare il corteo è il "baby sindaco" della cittadina eletto nell'ambito del progetto educativo che coinvolge gli studenti nella vita amministrativa locale.
Il crocifisso portato in processione viene benedetto dal sacerdote, suggellando la solennità e la sacralità dell'evento. Numerosi i simboli che accompagnano il cammino: il gallo a ricordo della negazione di San Pietro, la stella come richiamo alla nascita di Gesù, la stella a più punte dedicata alla Madonna, e la lanterna a rombo, che ricorda i quattro lumi ritrovati insieme al Crocifisso.
Tra fatica, emozione e profonda fede, i giovani barresi sanno dimostrare come il passato possa vivere nel presente grazie all'entusiasmo delle nuove generazioni.

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, tratto da un articolo di Maria Teresa La Via sul sito "Telenicosia.it".


(2013)



(2017)


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(2025)

VIDEO - VENERDI' SANTO SERA (Processione del SS. Crocifisso - "U' Trunu")


1993

Filmato d'epoca


2009



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